BIOLOGICO PERCHÉ?

Biologico, perchè?

Un intervista presa dal sito LifeGate dedicata ai bioscettici, a quelli che pensano che tanto il biologico cresce tutto sotto lo stesso cielo.

Perché una persona dovrebbe passare al
“biologico”?

Le motivazioni sono diverse. Il bio è una scelta che
non si ferma al solo acquisto o perché è di moda, ma
dobbiamo guardare oltre, a ciò che sta dietro, a ciò
che si propone. Con un acquisto biologico consapevolmente aiutiamo
noi stessi a scegliere un’alimentazione sana e nel contempo
aiutiamo migliaia di coltivatori che lottano ogni giorno per
garantirci prodotti di qualità organolettiche, nutrizionali,
salutistiche, igieniche e le non meno importanti qualità
etiche e sociali che corrispondono al benessere degli animali
allevati, al non sfruttamento del personale agricolo, garantendo la
giusta remunerazione di lavoro e di prodotto.

Quali sono le caratteristiche del metodo biologico,
quali le pratiche vietate e quali invece, quelle
consigliate?

La coltivazione biologica non si improvvisa, è una
scelta consapevole, rigidamente disciplinata, garantita dagli enti
di certificazione e dai coltivatori che si impegnano ad investire
sul proprio operato e su quanto hanno di più prezioso… la
propria terra! Si potrebbe approfondire molto l’argomento ma, in
poche parole, la coltivazione con il metodo biologico si propone di
non utilizzare OGM, non utilizzare concimi chimici e soprattutto
non utilizzare prodotti antiparassitari, fungicidi ed erbicidi di
sintesi o derivati dal petrolio al fine di ottenere un prodotto
sano, di qualità superiore e nel contempo garantire la
conservazione del terreno per un futuro indefinito.

A quali e quanti controlli viene sottoposto il
prodotto biologico?

Esistono dei disciplinari redatti dall’Unione Europea e validi
in tutti gli stati che impongono le direttive nella coltivazione
del prodotto, nella scelta delle sementi biologiche non OGM,
nell’analisi dei terreni ove vengono coltivati e sui prodotti che
vengono conferiti dalle aziende di conservazione o trasformazione
tutti i passaggi vengono rigorosamente registrati per avere una
tracciabilità in tutta la filiera produttiva e di
trasformazione alfine di garantire una sicurezza ed una
qualità tale da meritarsi il simbolo di prodotto biologico.
In diverse modalità lungo tutto il percorso i prodotti
vengono analizzati dagli enti certificatori che comprovano la reale
provenienza delle materie prime e la correttezza nella
trasformazione.

Sostituire un cibo convenzionale con l’omologo bio non
basta: è importante anche sapere cosa mangiare. Che peso ha
la corretta alimentazione sui costi del carrello
bio?

Generalmente il consumatore del biologico è ben
preparato sotto questo aspetto, la consapevolezza di poter mangiare
nelle giuste dosi senza esagerare e variare la propria
alimentazione con attenzione aiuta molto la salute e la propria
spesa. Se dovessimo tracciare il profilo di un consumatore di
biologico si potrebbe fare con questi aggettivi: etico, consapevole
e moderato. Con questi presupposti si possono contenere i costi ed
essere maggiormente sicuri di ciò che mangiamo. E con
maggiore serenità.

Dal vostro osservatorio di negozio di prodotti
naturali e di garden che offre manutenzione eco del verde, qual
è il trend della sostenibilità? I consumatori sono
più consapevoli?

Indubbiamente sì, oggi la consapevolezza di poter
aggiungere un piccolo tassello in più per migliorare
l’ambiente in cui viviamo è diventato importante e per molti
si traduce nella giusta alimentazione per l’uomo e per gli animali,
per la cura e la pulizia della casa e per la gestione dei propri
spazi verdi. È certamente aumentata la richiesta di prodotti
maggiormente compatibili con l’ambiente per poter effettuare
trattamenti nel verde senza rischi di intossicazione per l’uomo o
per gli animali e senza lasciare residui tossici nel terreno o nei
prodotti che consumiamo. Possiamo notare tra i diversi target di
acquisto una maggiore attenzione verso queste tipologie di prodotto
e una forte coscienza sulle conseguenze derivanti dall’uso di tanti
prodotti convenzionali che, oltre ad essere dannosi per l’uomo,
risultano dannosi quando dispersi nell’aria, nell’acqua o nel
terreno. Oggi più che mai ci si interroga sulle conseguenze
e questo è sintomo di attenzione e di altruismo nei
confronti di coloro che ci seguiranno e che avranno in
eredità un ambiente più sano.

Biologico e alimentazione naturale possono sfamare il
mondo?

È una domanda forte che comporta una risposta
impegnativa, personalmente credo che la sostenibilità del
biologico sia legata a diversi fattori. Purtroppo in 100 anni di
storia recente abbiamo fatto più danni all’ambiente che la
sola natura in migliaia di anni precedenti e solo questo pensiero
può fare riflettere cosa significa continuare su quella
strada. In Italia e nel Mondo vi sono milioni di ettari di terreno
incolto che potrebbero essere coltivati e portati a
produrre… Si tratta solo di comprendere che il migliore
investimento per il nostro futuro è la terra su cui viviamo
e che questo rapporto deve cambiare al più presto, verso il
rispetto nei suoi confronti. Con il metodo biologico si può
andare nella direzione giusta ottenendo i giusti risultati per noi,
per i nostri figli e per i nostri nipoti.